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September 11 Cloud Computing, cos’è e perché sarà il futuroTUTTI GLI ARTICOLI QUI SOTTO SONO PROVENIENTI DA NOVABLOG, UN BLOG CHE RACCOGLIE ARTICOLI E NOVITA' SU TUTTO IL MONDO DEL WEB. Microsoft ha deciso che Office 2010 avrà una versione online e gratuita, disponibile a chiunque voglia usarla. È questo l’annuncio del quale ci aveva informati Robert Scoble, qualche giorno fa, e che secondo lui aveva spinto Google, come contromossa, ad annunciare Chrome OS. Non si tratta delle solite rivalità tra Google e Microsoft. Il cloud computing, cioè la fruizione di applicazioni e servizi tramite internet, in remoto, con Office 2010 diventerà un fenomeno noto a tutti, e probabilmente cambierà la faccia della rete e il modo in cui usiamo il computer. Ebbene sì, il cloud computing è il futuro della rete e quello di tutti noi, che alla rete accediamo tutti i giorni, o quasi, e quotidianamente usiamo un computer per gli usi più disparati. Continueremo a fare le stesse cose, ma in un modo radicalmente diverso, le cui possibili evoluzioni sono quasi imprevedibili. Cos’è il cloud computing Il concetto di cloud computing è più semplice di una sua ipotetica traduzione. Fino ad oggi siamo abituati ad accendere un computer e ad avviare un programma (software) che permette la creazione e modifica di documenti, la riproduzione di musica e video, l’invio di una mail o il ritocco di una fotografia. C’è tuttavia un grande spartiacque che tutti possono capire chiaramente: alcune attività si possono svolgere offline e altre necessitano di una connessione a Internet. Posso avviare Word e scrivere una lettera, senza dover accedere a Internet, ma se voglio inviare una mail, è necessaria una connessione al Web. Il cloud computing mette in discussione questo semplice concetto, e sposta online tutte, o quasi, queste attività. Questo significa che se volete scrivere una lettera, probabilmente non avvierete più Word, ma aprirete il browser e digiterete un determinato indirizzo WWW. Il cloud computing si basa sul concetto di “Web Application”, vale a dire applicazione su web. Il computer, quindi, dovrà avere solo la potenza necessaria ad eseguire Internet Explorer (o Firefox, Chrome, Safari, etc) - Quando Eric Schimdt ha detto “il browser è il computer”, si riferiva esattamente a questo. Il cloud computing offre alcuni indubbi vantaggi. Tanto per cominciare, non ci sono costi di manutenzione: i server e la sicurezza dei dati sono affidati all’azienda che gestisce il servizio. Un file affidato ad un servizio cloud è salvato su diversi data center, e ne esistono diverse copie di sicurezza, continuamente aggiornate e monitorate. Di fatto, i dati andrebbero persi solo se tutti i data center dell’azienda andassero in tilt nello stesso momento, un’eventualità più impossibile che remota. La sicurezza dei dati basterebbe a giustificare l’uso delle applicazioni web, almeno per chi è attento a questo aspetto, ma non è l’unico vantaggio offerto dal cloud computing. Il secondo sta nei costi: le applicazioni online sono gratuite per gli utenti privati, e diventano a pagamento solo se si vuole accedere a servizi avanzati. Per quanto riguarda le aziende, invece, esistono offerte a pagamento, ma si tratta di spese trascurabili, se comparate con quelle delle licenze software per ogni computer, come nel caso di Microsoft Office. Tra i vantaggi si annovera anche la possibilità e la facilità di condividere un documento, o un file di altro genere, con colleghi e amici, e l’estrema semplicità del lavoro di squadra. Un file online, infatti, può essere modificato da più persone allo stesso tempo, e le modifiche sono disponibili immediatamente per tutti gli utenti collegati. È uno dei principi che sta alla base di Google Wave (sistema di aggregazione e condivisione di tutte le applicazioni google online), che Google ha presentato recentemente, e che promette di rivoluzionare il concetto stesso di comunicazione online e di browser. L’ultimo importante vantaggio legato al cloud computing, in stretta relazione con i costi di manutenzione, è relativo al costo dell’hardware. Nella maggior parte dei casi, i servizi cloud non richiedono PC potenti, quindi sarà possibile usare anche un vecchio PC o un PC di fascia molto bassa, senza alcun problema. Passando ai lati negativi, il punto che suscita più perplessità è legato alla riservatezza e alla legalità. Per usare un servizio cloud è necessario prima di tutto accettarne i termini d’uso, e poi caricare i propri dati sui server. La conseguenza diretta è che se i server vengono violati, l’hacker avrà accesso ai vostri dati, come se avesse violato il vostro computer. Ad oggi non si sono mai registrati attacchi seri ai servizi cloud, né si sono registrati furti d’informazioni. Il rischio però esiste, e diventa più concreto mano a mano che cresce la quantità di dati affidati ai server cloud. Ma non ci sono solo i malintenzionati: come i social network, i servizi di cloud computing hanno un certo grado di controllo sulle informazioni che affidiamo loro. Tecnicamente, ne hanno bisogno per permettere la manipolazione dei dati stessi, o la creazione di copie di sicurezza in diversi data center. In più di un’occasione, però, qualcuno si è domandato se questo margine non fosse eccesivo, e fuori dal controllo dell’utente, anche perché i termini di servizio possono cambiare praticamente senza che nessuno se ne accorga. Altre questioni aperte riguardano possibili implicazioni legali nella malaugurata ipotesi che i dati diventino parte di processi penali e civili. Se il trattamento dei dati e il pericolo di furto non vi spaventa, il vostro entusiasmo per il cloud computing potrebbe essere fermato dalla mancanza di spazio. Non sperata di poter salvare, da qualche parte imprecisata della rete, terabyte di dati; nel migliore dei casi, il servizio online vi offrirà un paio di gigabyte di spazio per i vostri file. Tuttavia, questo problema può essere ovviato con una semplice chiavetta USB, su cui salvare i dati in locale (perdendo però la protezione e sicurezza offerta dal servizio online). Una grande rivoluzione per il mondo di Internet. TrackbacksThe trackback URL for this entry is: http://xrobx1993.spaces.live.com/blog/cns!92A6457973D1FA94!1258.trak Weblogs that reference this entry
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